Palletways: focus sulle persone per il nuovo AD
Conoscere meglio le persone, più che imparare cose nuove. Sta lì il salto in avanti che deve compiere Albino Quaglia dopo la nomina ad Amministratore Delegato di Palletways Italia, arrivata nel gennaio scorso. L’esperienza già maturata come Direttore Amministrazione e Finanza è un utile lasciapassare per quanto concerne strategie ed obiettivi dell’azienda leader nel trasporto espresso di merce su pallet. Ma, verrebbe da dire, c’è anche un mondo fuori da esplorare per Quaglia: il riferimento è al circuito dei concessionari Palletways, una “macchina” che movimenta più di 4mila pallet al giorno. «Dovrò conoscere nel dettaglio i loro problemi – avverte il manager – ma soprattutto cogliere le loro intuizioni ed ascoltare i loro suggerimenti. Il rapporto con i concessionari Palletways è fondamentale per il buon funzionamento della rete. Si tratta di un rapporto complesso, ma fecondo, perché è grazie al contatto quotidiano con i concessionari, ascoltandoli, risolvendo con loro i problemi, che riusciamo ad adeguare costantemente la nostra offerta alle esigenze del mercato». Deve farlo Palletways, soprattutto ora che in ballo c’è un traguardo ambizioso per l’azienda: «In meno di un decennio siamo arrivati a movimentare più di 900mila pallet all’anno – conclude Quaglia – Per il 2012 ci siamo dati l’obiettivo di superare quota 1 milione».
Dottor Quaglia, da Direttore Amministrazione e Finanza al ruolo di Amministratore Delegato di Palletways Italia. Come cambiano le sue mansioni e responsabilità, ma anche la sua vision aziendale oggi?
Grazie alla precedente esperienza di Direttore Amministratore e Finanza all’interno della stessa azienda, sono a conoscenza delle strategie e degli obiettivi aziendali. Quello che cambia è che adesso mi confronto con un numero di interlocutori molto più ampio ed ho un coinvolgimento diretto anche con la parte commerciale e quella operativa, quindi assumo una visione dell’azienda a 360 gradi. Come dicevo, però, aver ricoperto la carica di Direttore Amministrativo e Finanza mi agevola sia perché sono stato coinvolto in tutte le scelte strategiche, ma soprattutto perché ho potuto instaurare un proficuo rapporto di collaborazione con le altre funzioni di Palletways Italia e soprattutto con i concessionari appartenenti al nostro circuito.
Da quale punto di vista, invece, dovrà “imparare” di più nei prossimi mesi?
Più che delle cose, dovrò imparare a conoscere meglio le persone grazie alle quali il circuito Palletways movimenta più di 4mila pallet al giorno: dunque, i nostri concessionari. Dovrò conoscere nel dettaglio i loro problemi, ma soprattutto cogliere le loro intuizioni ed ascoltare i loro suggerimenti. I concessionari Palletways sono imprese di trasporto radicate sul territorio, che hanno deciso di diversificare l’offerta ai propri clienti aderendo al network Palletways per poter garantire un servizio di qualità elevata e una più ampia copertura territoriale. Il rapporto con loro è fondamentale per il buon funzionamento della rete. Si tratta di un rapporto complesso, ma fecondo, perché è grazie al contatto quotidiano con i concessionari, ascoltandoli, risolvendo con loro i problemi, che riusciamo ad adeguare costantemente la nostra offerta alle esigenze del mercato. Grazie all’apporto delle conoscenze di tutti possiamo, dunque, migliorare costantemente la qualità del servizio offerto ai clienti, introdurre nuove soluzioni e anticipare gli sviluppi della domanda. L’innovazione è ossigeno puro per lo sviluppo del network ed è indispensabile per la creazione di vantaggi competitivi permanenti.
Esperienza ventennale per lei nel settore logistica e trasporti. Le chiediamo: che momento vive il vostro mercato e quali scelte impone ad una società come Palletways?
Tutte le imprese sono preoccupate per l’andamento dell’economia italiana e mondiale. Se non lo fossimo anche noi saremmo degli incoscienti… Tuttavia siamo meno preoccupati di altri. Il modello di business di Palletways è stato creato per rispondere alle esigenze di chi ha bisogno di spedire, velocemente, piccole quantità di merce verso destinazioni multiple, a dei costi competitivi. Paradossalmente la crisi ci può favorire perché ha accentuato fenomeni già manifesti da diversi anni, come la riduzione degli stock, la frammentazione degli ordini con la conseguente riduzione dei “carichi completi”. In seguito a questi cambiamenti, un’importante fetta di volumi può essere assorbita da un’azienda come la nostra.
Dunque, potete pensare ad un’espansione o dovrete comunque preoccuparvi di difendere i confini? Dove vuole arrivare il team di Palletways alla fine di questo 2012?
Noi non ci preoccupiamo di difendere i nostri confini, ma pensiamo ad espanderci. Abbiamo ampliato la gamma dei servizi offerti, possiamo presentarci sul mercato in maniera ancora più efficace rispetto agli anni passati. Vogliamo continuare ad aumentare la nostra quota di mercato e lo spazio è ampio. Sì, di aziende di trasporto ce ne sono molte, ma di realtà che garantiscono la qualità, offrono un servizio espresso per merce pesante o voluminosa, e danno la possibilità di monitorare lo status delle proprie spedizioni in tempo reale, ce ne sono ancora poche. Noi abbiamo fatto della qualità il nostro mantra e vogliamo convincere i clienti a scegliere la qualità. È una strategia che ha sempre pagato finora: in meno di un decennio siamo arrivati a movimentare più di 900mila pallet all’anno e per il 2012 ci siamo dati l’obiettivo di superare quota 1 milione.
http://www.profumodicarriera.it/2012/02/albino-quaglia-palletways-italia/